venerdì 14 dicembre 2012

Ma che freddo fa...



Visto quante cose inesatte e antiscientifiche vengono dette sul clima,
spesso con molta arroganza e aggressività da parte  di gente che non ha
mai studiato sul serio la climatologia e le tante materie ad essa
collegate, ho raccolto un po' di dati in un pamphlet sintetico
sull'argomento.
Se volete, potete mandarmi le vostre aggiunte o precisazioni (prima però
vi prego di leggerlo fino in fondo e senza pregiudizi!)
Buon divertimento!

a proposito del riscaldamento globale (ma dove?), due miei articoletti del 2009, che val la pena riproporre, più un piccolo pamphlet ricco di dati del 2019 

 TAVOLA ROTONDA  UGIS

IL CLIMA
ALLA VIGILIA DELLA CONFERENZA MONDIALE DI COPENHAGEN
Luci e ombre da Kyoto ad oggi

Alla vigilia del vertice mondiale di Copenhagen sul Clima e nel contesto delle perduranti incertezze per il raggiungimento di soluzioni condivise a livello internazionale, l’Unione Giornalisti Italiani Scientifici, nell’ambito delle sue finalità istituzionali, ha organizzato un incontro-dibattito mirato in particolare agli aspetti scientifici dell’evento. La tavola rotonda  si è tenuta Martedì 1 dicembre 2009 al Circolo della Stampa di Milano alla presenza di numerosi giornalisti scientifici. All'incontro, moderato da Paola De Paoli, Presidente UGIS,  hanno partecipato i professori Sergio Carrà , del Politecnico di Milano e Accademico dei Lincei, Antonio Ballarin Denti della Università Cattolica di Brescia, e il Vice Presidente UGIS Giovanni Anzidei. La discussione ha messo in evidenza quanto ancora poco si sappia sul clima, la sua evoluzione,  le possibili influenze che su di esso hanno le attività umane e i fenomeni naturali, e anche quanta confusione ci sia sull'argomento sia a livello politico che giornalistico. In particolare si è parlato del ruolo dell'anidride carbonica (CO2) e del suo ruolo nel cosiddetto "effetto serra" che sarebbe la causa del riscaldamento globale del pianeta. E' emerso come primo dato interessante che negli ultimi dieci anni la concentrazione di CO2 nell'atmosfera è rimasta pressoché costante, nonostante siano aumentate le quantità emesse dalle attività umane; ed anche come la temperatura media si sia mantenutà pressoché costante, smentendo le previsioni di un continuo aumento che seguisse la tendenza del decennio precedente. E' stato rilevato come, agli albori della vita sul nostro pianeta, la concentrazione di CO2 nell'aria fosse enormemente maggiore dell'attuale, ma che la vegetazione ne ha progressivamente ridotto la quantità, assorbendola fino a stabilizzarla intorno al valore attuale di circa 300 parti per milione; valore che si mantiene tale, sia pure con piccole oscillazioni, ormai da molti milioni di anni . Si è rilevato inoltre come nel corso del tempo ci siano state parecchie epoche glaciali molto più fredde e altrettante epoche interglaciali molto più calde rispetto all'attuale temperatura media, e questo ben prima che l'uomo facesse la sua comparsa. Inoltre l'attività vulcanica e le altre fonti naturali producono attualmente circa cento volte più anidride carbonica delle attività industriali, ma le fonti naturali hanno agito fin dalla notte dei tempi.  Quindi è difficile pensare che il riscaldamento dell'atmosfera sia da attribuire all'anidride carbonica di origine antropica, anche se è vero che un aumento di temperatura, causata per esempio dai normali cicli solari, può  portare ad un aumento della CO2, analogamente a quello che succede in una bicchiere d'acqua minerale, che libera molte più bollicine nell'atmosfera se l'acqua è calda. E' possibile che altri gas ad effetto serra, come per esempio il metano, possano avere un'influenza sull'atmosfera, per cui non è chiaro perché ci sia tutta questa insistenza sull'anidride carbonica, se non a causa di motivi di pressione politica o economica. Si può prevedere che la conferenza di Copenaghen si concluderà con una dichiarazione di buone intenzioni, e con un programma di controllo delle emissioni a lontana scadenza.
La discussione ha poi messo in evidenza molti altri dati interessanti: come attualmente le energie rinnovabili rappresentino appena l'uno per cento del bilancio energetico, che è affidato in gran parte ai combustibili fossili; che circa il 40% della spesa energetica mondiale è dato dai trasporti; che negli USA circa il 50% dell'energia va sprecata, ma gli altri paesi non sono molto meglio. Ancora, come il grosso problema sia di conservare l'energia una volta prodotta, per poterla utilizzare quando serve: le pile, gli accumulatori, la trasformazione di energia elettrica in energia chimica sono tuttora poco efficienti. Ed infine, dulcis in fundo, di come, molto spesso, certe reclamizzate fonti "alternative" di produzione energetica finiscano con il costare di più di quanto riescano a produrre.
Alberto Majrani

Copenaghen: più ombre che luci, più freddo che caldo.
Di Alberto Majrani

Si è concluso con una specie di "letterina natalizia di buoni propositi"  il quindicesimo vertice mondiale sul clima, che si è svolto a Copenaghen dal 7 al 19 dicembre 2009, alla presenza di quasi tutti gli uomini politici più importanti del pianeta e di altri 34000 delegati. Il documento conclusivo, l'Accordo di Copenaghen, è frutto di un’intesa politica nell’ambito della Convenzione promossa da alcuni Stati (tra i quali Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Sudafrica hanno svolto un ruolo di primo piano) che letteralmente “prende nota” dell'esistenza della necessità di indagare e porre rimedio ad un eventuale riscaldamento globale oltre i 2 gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale ( il documento in italiano è su http://www.cmcc.it/ipcc-focal-point/archivio-newsletter/2009/unfccc-kp-copenaghen-7-19-dic-2009.pdf  ). Molte le critiche ai risultati del vertice: da parte dei leader dei paesi poveri del terzo mondo si sono scatenate le accuse contro i paesi ricchi di non volere fare niente contro le emissioni di anidride carbonica e relativo effetto di riscaldamento globale, e soprattutto di non stanziare abbastanza fondi, in base all'idea che il modo migliore per arricchire i paesi poveri sia quello di impoverire i paesi ricchi (cosa su cui ci sarebbe parecchio da discutere, ma non è questa la sede). Da un altro lato, ci sono inoltre state molte critiche al lavoro dell'IPCC, cioè l'Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico) ovvero il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale. In un altro articolo su questo sito (qui sopra) abbiamo dato un breve cenno delle varie obiezioni che da diverse parti del mondo scientifico si levano contro l'ipotesi del riscaldamento globale, ed in particolar modo contro l'idea che a causarlo possa essere la CO2 emessa dalle attività industriali e umane. Recentemente si è poi costituita un'associazione, chiamata un po' beffardamente NIPCC (Nongovernmental International Panel on Climate Change, cioè Gruppo NON Governativo sul Cambiamento Climatico, sito internet http://www.nipccreport.org/  ) che ha prodotto un documento di  oltre 800 pagine di utili informazioni , che si può leggere su https://www.heartland.org/_template-assets/documents/publications/NIPCC%20Final.pdf . Interessante è poi la petizione finale, in cui 31000 scienziati hanno sottoscritto un documento in cui si afferma sostanzialmente che non c'è alcuna evidenza scientifica di una causa umana nell'aumento dell'anidride carbonica e nel riscaldamento del pianeta. Questo contraddice una delle affermazioni spesso ripetute dai fautori del "global warming" secondo cui invece la stragrande maggioranza degli scienziati è d'accordo nell'attribuire alle attività umane la causa dei mutamenti climatici. Ha poi destato molto scalpore la scoperta di uno scambio di email tra due membri dell'IPCC che si accordavano sulla migliore strategia per "taroccare" i dati a loro favore; il fatto che le email siano state in qualche modo sottratte ai due scienziati (tramite l’intercettazione di un hacker, o forse trafugate volontariamente da un  climatologo "pentito") non cambia la gravità delle affermazioni in esse contenute. Si è anche accusato l'IPCC di essere sostanzialmente un'organizzazione politica e non scientifica, e  di godere di cospicui finanziamenti, tanto più forti quanto più forte è l'allarme che viene scatenato sui cambiamenti climatici.
Lo stesso IPCC ha recentemente proposto delle ipotesi molto meno catastrofistiche sull'evoluzione climatica. Intanto qualcuno ha calcolato che l'organizzazione faraonica del vertice di Copenaghen abbia prodotto un'emissione di CO2 e un consumo energetico pari a quello annuale di un paese come il Marocco.
Manco a farlo apposta, in perfetto sincronismo con la fine del vertice si è poi scatenata un'ondata di neve e gelo che ha paralizzato per una settimana tutto l'emisfero settentrionale del pianeta.
Al di fuori del palazzo, un folto gruppo di  manifestanti protestava contro il riscaldamento globale, battendo ritmicamente i denti dal freddo.
Scherzi a parte, il rischio è che le polemiche sul riscaldamento globale facciano dimenticare quelli che sono reali problemi ecologici del nostro tempo: la deforestazione e la distruzione degli ambienti naturali, la crescita della popolazione, che in molti luoghi è ancora incontrollata (e non è un caso che le nazioni che invece hanno adottato da alcuni anni delle politiche severe, a volte pure troppo, in fatto di controllo delle nascite, godano oggi di una notevole crescita economica), l'estinzione di specie rare vegetali e animali,  l'inquinamento di aria, acqua e terra, lo spreco di risorse, la ricerca di fonti energetiche non inquinanti, il rispetto dei diritti umani (che molto spesso va di pari passo con l'aumento del benessere) e così via.
Per completare il quadro, ancora due  link che possono aiutare  il lettore a comprendere meglio il problema: il primo del nostro collega e giornalista UGIS  Bartolomeo Buscema http://www.nerosubianco.info/public/bart/clima_buscema.pdf , che riassume in modo molto chiaro e sintetico  i termini della questione climatica, e il secondo, di Lord Nigel Lawson, che affronta la questione sia dal punto di vista scientifico che economico e politico https://openlibrary.org/books/OL23126445M/An_appeal_to_reason (il sito  http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/36_Lawson.pdf non è più disponibile in internet)
Forse si potrebbe concludere che l'ecologia è una cosa troppo importante per lasciarla in mano agli ecologisti.


CONTRO I DELIRI DEI TERRACALDISTI DELL’IPCC

dato che insistete, vi metto un po' di considerazioni raccolte qua e là; comincio da una cosa che ho trovato già bella e pronta:
“In tema di clima e anidride carbonica. Per dire che la CO2 è l'unica forzante di cambiamenti climatici, tale da prendere severissimi provvedimenti che penalizzeranno l'economia mondiale in modo grave per i prossimi anni, dovrebbero essere stati prodotti dei modelli matematici che confermati dalle successive misurazioni nell'atmosfera possano essere utilizzati per produrre delle previsioni attendibili.
Fino ad oggi nessun modello degli oltre cento prodotti dall'IPCC (l'ente ONU finanziato dai contribuenti per occuparsi del clima) si avvicina alle misurazioni delle temperature in relazione agli aumenti di emissione di CO2. Un modello matematico che non è confermato dalle successive misurazioni è inutile e quindi non serve per prendere decisioni. A questo si aggiunge il fatto che i cosiddetti fenomeni estremi sui quali la grancassa dei media concentra l'attenzione non fanno registrare nessun incremento statistico rispetto al passato. Ci troviamo quindi di fronte ad un espediente politico finalizzato ad estorcere denaro dai contribuenti e dai consumatori? È bene ricordare il fatto che l'aumento del consumo di combustibili fossili nel pianeta corre di pari passo con l'aumento dell'aspettativa di vita, combattere contro l'uso dei combustibili fossili equivale a combattere contro il genere umano. Quindi in materia di cambiamenti climatici siamo ormai in grado di tirare due somme:
1) Viviamo in un periodo di riscaldamento del clima? SI
2) È un fenomeno moderato? SI.
3) È naturale? SI, per la maggior parte
4) È causato dall'uomo? probabilmente molto poco e comunque in modo che non è possibile quantificare.
5) Sono prevedibili gli sviluppi futuri? NO.
6) È una minaccia imminente per il genere umano? NO.
7) È un vantaggio per il genere umano? più SI che NO.
8) Le politiche energetiche imposte dai governi sono economicamente dannose per il genere umano? SI.
9) È vero che il danno economico prodotto dalle politiche energetiche causa nel pianeta più morti del clima? SI.
10) È vero che le classi più colpite dalle politiche energetiche sono proprio le classi più deboli? SI.
11) Esistono problemi ben più gravi del clima che richiedono stanziamenti economici da parte della politica? SI.
12) È vero che i fenomeni meteorologici estremi statisticamente non fanno registrare un trend di aumento tale da rappresentare una minaccia e che il numero dei morti a causa di fenomeni estremi è costantemente in diminuzione? SI.
13) È vero che i media influenzano pesantemente l'opinione pubblica riguardo l'AGW incrementando l'attenzione su eventi meteorologici naturali e presentandoli come fenomeni estremi? SI.
14) È vero che la popolazione di orsi polari è in costante aumento? SI.
15) È vero che grazie alla ricchezza prodotta dai combustibili fossili e l'emissione di CO2 i raccolti agricoli non sono mai stati così produttivi come prima nella storia dell'uomo? SI.
16) È vero che è economicamente vantaggioso un clima più caldo che un periodo glaciale? SI.
17) È vero che la faccenda del 97% di consenso è una montatura politica? SI.
18) È vero che Il mondo della ricerca scientifica è inquinato dal orientamento politico sul clima e dai finanziamenti riversati dalla politica per questo argomento? SI.
19) È vero che i ricercatori "non allarmisti" sul clima o gli scettici sono boicottati e marginalizzati nelle università, gli vengono negati i fondi per la ricerca e spesso trovano difficoltà anche a far pubblicare le loro ricerche? SI.
20) È vero che gli allarmisti climatici ricevono miliardi in fondi pubblici, gli viene offerto di tenere ricche conferenze in paesi esotici, fanno una bella vita ed hanno una carriera accademica assicurata? SI.
21) È vero che in ballo ci sono centinaia di miliardi dei contribuenti? SI.
Quindi di che parliamo?
Della fine del mondo?”

Ancora, questo lo dico io:
Si afferma: la scienza non è politica! Peccato però che la climatologia è in mano a un'organizzazione politico-economica che propaganda teorie antiscientifiche e usa metodi intimidatori contro gli scienziati veri, e che gode grande successo perché la divulgazione scientifica, in special modo nel campo della climatologia, è pesantemente influenzata da pregiudizi politici!
Elenco un po' delle nefandezze commesse dai riscaldatori:
1- cercare di espellere dalla Società di Climatologia tutti i meteorologi e i climatologi che erano contrari alla teoria del riscaldamento globale, o global warming;
2- usare il termine offensivo di "negazionisti" verso tutti i critici (negazionista è un termine che si usa verso i filonazisti che negano lo sterminio degli ebrei). E paragonare i cosiddetti "negazionisti" ai terrapiattisti o robe simili; facendo una domanda da Gretino, potrei chiedere: quanti articoli di astronomi o geologi autorevoli sono stati pubblicati per contestare le teorie della terra piatta o della terra cava? Nessuno, perché nessun astronomo o geologo serio perde tempo per questo. La differenza è che costoro non smuovono forze politiche, e neanche finanziano cospicuamente con soldi pubblici gli istituti di climatologia, e le riviste scientifiche, che prima dell'epoca del Gretanesimo erano sempre in miseria.
 Sul clima vengono dette tante cose inesatte e antiscientifiche, spesso con molta arroganza e aggressività da parte  di gente che non ha mai studiato sul serio la climatologia e le tante materie ad essa collegate. E spesso millantando di avere brillantemente confutato le teorie dei biechi "negazionisti". In realtà tali confutazioni non confutano un bel niente.
3- continuare a millantare che il 97 per cento degli scienziati è favorevole alla loro teoria: sono quarant'anni che sento sta cifra del 97 peccciento, e che cavoli, in quarant'anni non è mai cambiata? Com'è poi, che ogni volta che parlo con i climatologi, quelli veri, non ne riesco a trovare manco uno? E quando mi sembra di trovarlo, mi bastano dieci minuti per fargli cambiare idea?
4- far vedere i grafici che mostrano l'aumento di temperatura, cancellando tutto il periodo medioevale che era molto più caldo di adesso, e non mi risulta ci fossero molte fabbriche; come pure cancellare tutti gli altri periodi caldi del passato;
5- far finta di ignorare che i i fenomeni naturali, come vulcani, respirazione, decomposizione ecc producono molta più CO2 dei combustibili fossili, e anzi far credere che sia il contrario; o addirittura sostenere che però quella che combina i disastri è quella prodotta dall'uomo, e non quella naturale chissà perché, mah;
6- ignorare la legge di solubilità dei gas: in un liquido freddo si scioglie più gas che in uno caldo; se non ci credete, fate la prova: prendete due bottiglie di acqua frizzante, della stessa marca e dello stesso lotto. Una la mettete DENTRO al frigorifero, e l’altra SOPRA, al caldo, in modo che entrambe subiscano lo stesso numero di scossoni. Dopo un giorno le aprite e le versate in due bicchieri uguali; quella calda frizza molto di più! Ed è questa la spiegazione che si trova in tutti i libri seri di climatologia: quando l’oceano si riscalda, LIBERA più CO2 nell’aria! Per cui se gli oceani si scaldano, emettono più anidride carbonica: ma l'anidride carbonica, dicono loro, fa aumentare la temperatura, e di conseguenza se aumenta la temperatura questo deve far aumentare la CO2 , e così via all'infinito... ecco perché c'è così tanta gente bollita;
7- confondere la causa con l'effetto: se aumenta la temperatura, di CONSEGUENZA aumenta la CO2 nell'atmosfera , e non viceversa; dire che bisogna diminuire l'emissione di CO2 per far diminuire la temperatura è come dire che bisogna togliere il mercurio dai termometri;
8- far credere che il tempo NON sia l'espressione del clima; e allora perché continuano a rilevare le temperature? Ah già, ma se fa caldo è colpa del riscaldamento globale, mentre se fa freddo… è colpa del riscaldamento globale! E se fa freddo da un sacco di parti... ah beh, ma è solo un fenomeno locale che non conta niente. I terracaldisti dicono sempre che il meteo non è il clima... il che è vero, solo che nel senso opposto a quello che dicono loro! Prevedere il meteo è molto più semplice che prevedere il clima! Solo che la validità delle previsioni meteorologiche può essere verificata da chiunque in pochi giorni, mentre le previsioni climatiche si fanno da qui a 30 o 50 anni, quando nessuno se ne ricorderà più, in modo da poterlo rinfacciare a chi le ha fatte
9- ignorare che la Terra è sempre stata più calda di adesso: nella storia del nostro pianeta si sono succedute continuamente annate calde e annate fredde, decenni caldi e decenni freddi, secoli caldi e secoli freddi, millenni caldi e millenni freddi, ere interglaciali calde ed ere glaciali fredde, spesso con fluttuazioni repentine. Magari, osservando i grafici sull'andamento climatico nel passato, si ha l'impressione che solo nei tempi recenti ci siano state variazioni improvvise di temperature e precipitazioni: ma questo succede perché quello che possiamo rilevare nell'antichità sono solo dei valori medi o delle variazioni macroscopiche, come per esempio le differenze di morfologia tra le valli glaciali e quelle fluviali, per cui man mano che si va indietro nei millenni la documentazione diventa scarsa e di difficile interpretazione. Da notare che le glaciazioni sono un evento raro nella storia della Terra: se si guarda agli ultimi due milioni di anni c'è stato in totale circa un milione di anni con un clima più freddo dell'attuale, e un altro milione di anni con un clima più caldo; ma se si va ancora più indietro nel tempo, come negli ultimi duecento milioni di anni, i periodi glaciali sono stati pochissimi. Per inciso, l'uomo moderno, indistinguibile come specie dall'uomo dei nostri giorni, esiste solo da circa duecentomila anni, non da duecento milioni. La causa di tutti questi cambiamenti sarebbe da addebitare principalmente alle cicliche variazioni dell'orbita terrestre, e quindi dell'insolazione, alla stessa attività di quella gigantesca bomba termonucleare che è il nostro sole, alle imprevedibili emissioni di gas e particelle da parte dei vulcani, oltre che da un'infinità di altre cause minori, di cui è estremamente complicato calcolare l'importanza, come per esempio i raggi gamma provenienti dallo spazio. E non bisogna neanche credere che un aumento della temperatura globale porti automaticamente alla desertificazione di molti luoghi già caldi; anzi, se fa più caldo aumenta l'evaporazione, e di conseguenza aumentano le precipitazioni. Inoltre anche le correnti marine e atmosferiche cambiano i loro percorsi; le conseguenze di un cambiamento locale si possono far sentire a migliaia di chilometri di distanza: con un po' di esagerazione poetica, si dice che un battito d'ali di una farfalla potrebbe scatenare un ciclone dall'altra parte del mondo. Quindi se la temperatura aumenta, vuol solo dire che si sta tornando alla normalità. La Terra è quasi sempre stata più calda di adesso. La domanda che dovrebbero farsi tutti sarebbe “Come mai, ogni tanto, c’è una glaciazione?”
10- ignorare la fisiologia vegetale! La CO2 è il FATTORE LIMITANTE della crescita delle piante: ciò vuol dire che un aumento di CO2 fa immediatamente aumentare la trasformazione della CO2 in cellulosa; e la cellulosa è estremamente stabile, perché ci vuole dieci volte più tempo per demolirla di quanto le piante ci mettono a produrla (può bruciare, ma questo per fortuna è comunque un evento raro); se noi pompiamo CO2 in una serra sigillata, ad alta concentrazione, essa sparisce nel giro di una giornata; tre miliardi di anni fa le piante non esistevano e la terra era avvolta dai gas prodotti dai vulcani; poi le piante e gli altri organismi fotosintetica  hanno cominciato ad assorbirla per liberare ossigeno, finché, alla fine del Carbonifero, il suo valore si è assestato intorno allo 0,03 per cento, con piccole variazioni a seconda della temperatura (cioè se aumenta la temperatura, aumenta la CO2 atmosferica, come ho già detto) Qui due link trovati cercando le parole "pompare CO2 nelle serre": https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agrotecnologie/2008/05/16/concimazione-carbonica-delle-serre-migliora-la-fotosintesi/5409


Tornando alla nostra atmosfera, stiamo parlando di un aumento dello 0,01 per cento negli ultimi due secoli, che avrebbe provocato uno sconquasso climatico, o solo un aumento infinitesimo della dimensione delle foglie?
E poi non ci sono solo le piante, ma anche le alghe e i microorganismi che assorbono la CO2 trasformandola in sostanze stabili, che poi finiscono nei sedimenti. Il nostro pianeta è come un enorme organismo vivente, in grado di autoregolarsi, stabilizzarsi e assorbire rapidamente le variazioni.

11- Vogliamo prendere qualche altro esempio sulla serietà dei fautori del riscaldamento globale? Che dire per esempio del cartone animato fatto vedere in tutto il mondo, che metteva assieme riscaldamento globale e disastrosi terremoti, tutti causati dall’uomo cattivo? Se una roba simile fosse andata in onda a “Voyager” o a “Misteri” staremmo tutti a sbellicarci dalle risate. Invece ha fatto da apertura al vertice di Copenaghen. E visto che terremoti e vulcani causano molti più disastri delle variazioni climatiche, perché, invece di scioperare contro il clima, non facciamo un bello sciopero contro la deriva dei continenti?
12- E che dire infine del Nobel per la pace (non per la fisica o la chimica) ad Al Gore, un politico che vive in una lussuosissima megavilla con tre piscine, se ne va in giro col jet privato e ha fatto i miliardi con le ecotecnologie (pagate con i finanziamenti pubblici)? E del fatto che molti dirigenti dell’IPCC sono proprietari di industrie che fabbricano le cosiddette “Energie Pulite”? Non c'è un tantino di conflitto di interessi?
13- si sono talmente sputtanati, che hanno deciso ad un certo punto di cambiare il nome della loro organizzazione: prima parlavano di studi sul "riscaldamento" globbbale, ora parlano di "cambiamenti climatici" che può voler dire qualsiasi cosa, in su o in giù, purché continuino ad arrivare finanziamenti pubblici (e adesso anche privati).
14- l'uomo è responsabile solo in minima parte del riscaldamento, se non altro perché tutti i consumi energetici (petrolio, carbone e anche nucleare) alla fine si trasformano in calore; e anche perché il cemento, l'asfalto e i mattoni modificano l'albedo e assorbono il calore solare anziché respingerlo verso lo spazio (tutti sanno che le temperature in città sono di un paio di gradi superiori alla campagna circostante, e di città ce ne sono molte, sempre di più e sempre più grandi; e inoltre molte centraline meteorologiche, che un tempo si trovavano in aperta campagna, ora sono state assorbite dalla città, e quindi i dati della temperatura sono alterati). E' comunque una cifra molto piccola, forse di alcuni millesimi di grado, che va però a sommarsi di anno in anno a partire da quando si è cominciato ad usare i combustibili fossili, a differenza della CO2, che fa parte del ben noto ciclo del carbonio, quindi qualche millesimo per 200 anni può significare qualche decimo di grado. Non esiste invece un "ciclo del calore".

 Ma i ghiacciai si ritirano! Veramente i ghiacciai dell’emisfero meridionale non si ritirano, quindi il riscaldamento non è “globale”.









E poi si ritirano non solo per il caldo, ma anche a causa dell’inquinamento che li ricopre di particelle di fuliggine nera, lo smog, che assorbe il calore solare. Inoltre i ghiacciai in ritiro mettono allo scoperto i vecchi sentieri e i graffiti preistorici, dimostrando che nei tempi passati ha già fatto più caldo di adesso (e non c'erano molte fabbriche che inquinavano!). Le rocce esposte al sole, poi, si scaldano più della neve, e possono riscaldare un pochino il ghiaccio vicino.
15- Energie alternative: con tutti i ricconi miliardari che ci sono al mondo, non c'è NESSUNO che produca energia, per sé, per le sue aziende o per venderla, usando fonti alternative, a meno di godere di forti finanziamenti pubblici. Come mai? Perché per produrre energia da fonti alternative (calcolando fabbricazione, trasporto, installazione, manutenzione e dismissione finale) si consuma più energia di quanta si riesca a produrre, cioè si consuma più petrolio di quel che si risparmia. Magari un giorno si riuscirà, lo speriamo tutti. Ma per ora no. Amen

In parole povere: le energie pulite inquinano!
16- e che dire dello STATUTO DELL’IPCC? Per comodità lo trascrivo dalla wikipedia (ma lo statuto dell’IPCC non è molto diverso) Faccio notare che dove ora trovate scritto “Cambiamenti climatici”, nella vecchia versione c’era scritto “Riscaldamento globale”e c’è una certa differenza!
“L’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico, IPCC) è il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale [qui si sono dimenticati di cambiare!].
Esso è organizzato in tre gruppi di lavoro:
il gruppo di lavoro I si occupa delle basi scientifiche dei cambiamenti climatici;
il gruppo di lavoro II si occupa degli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi naturali e umani, delle opzioni di adattamento e della loro vulnerabilità;
il gruppo di lavoro III si occupa della mitigazione dei cambiamenti climatici, cioè della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
L’attività principale dell’IPCC è la preparazione a intervalli regolari di valutazioni esaustive e aggiornate delle informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per la comprensione dei mutamenti climatici indotti dall’uomo, degli impatti potenziali dei mutamenti climatici e delle alternative di mitigazione e adattamento disponibili per le politiche pubbliche.”
Dunque, l’IPCC è nata per DECISIONE POLITICA allo SCOPO di valutare i cambiamenti climatici e gli effetti dell’uomo sul clima. Cioè PRIMA si è detto che ci sono i cambiamenti climatici e che la loro causa è l’uomo, e QUINDI si è creato il gruppo che li studiasse. Non vi accorgete che c’è qualcosa che non va?
Sarebbe come se l’ONU decidesse di creare una commissione sui “Benefici dell’omeopatia” e si affidasse la sua realizzazione a un gruppo di medici omeopati. Oppure sui “Pericoli dell’elettromagnetismo” e lo si affidasse ai fautori di questa tesi (a proposito, avete notato che non si parla più dell’elettrosmog? Era una bufala, hanno provato ad usarla per propaganda politica, ma non funzionava bene…) . O ancora, sulla “Veridicità degli oroscopi” e lo affidasse a Branko e al Mago Otelma! Cosa ci si potrebbe aspettare , che dicano che sono tutte balle?
L’IPCC è accusato da molti scienziati di fare quello che nel mondo scientifico chiamano “cherry picking” , una fallacia logica che si esplica nel selezionare le sole prove a sostegno della propria tesi, ignorando invece tutte le altre prove che la smentiscono.
L’IPCC è un’organizzazione in cui i climatologi e gli altri scienziati rappresentano una minima parte, il resto sono tecnici, politici, burocrati ecc. E poiché i finanziamenti dipendono dall’allarme che si riesce a creare, nasce questo circolo vizioso. Non si tratta di immaginarsi complotti inesistenti; in effetti, è una delle poche volte in cui la teoria del gombloddo funziona; e dire che l'abuso della credulità popolare è un reato.
17- utilizzare bambine per scopi propagandistici: Greta è solo la terza a cui è stato affidato questo compito, ma le prime due non... funzionavano abbastanza e sono state accantonate. E poi far loro dire frasi minacciose tipo “Come osate? Vi teniamo d’occhio!” et similia (e vengono pure applaudite!). Tanto essendo minorenni non sono punibili...
18- il problema è che il cambiamento climatico antropogenico NON ESISTE, e comunque non è un problema, né un dramma… esiste l'inquinamento, ma è un'altra cosa. Ma allora questi ragazzi rischiano di costruire un mondo migliore per niente? Già, come quelli che nel ‘68 o nel ‘77 manifestavano contro la guerra, le ingiustizie e la povertà, poi credevano che la soluzione fosse di trasformarsi in paesi felici come l'URSS di Breznev, o la Cina di Mao, o la Cambogia di Pol Pot. E ora si sono riciclati. Come diceva sempre mia nonna, le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni. Nei paesi dell’ex URSS le elezioni davano una vittoria del partito vicina al 100 per cento dei voti, e c’era gente che ci credeva; poi, quando ci sono state elezioni veramente libere, queste “maggioranze bulgare” sono sparite, chissà come mai...
19- Già, ma sul riscaldamento globale c’è un consenso… davvero? Eccovi un copia incolla di una cosa che ho trovato sul sito di un climatologo:
Il Consenso del 97 percento nasce da una ricerca del 2013 di John Coock et al, su 11944 Sommari (abstract) di pubblicazioni scientifiche climatologiche.
La ricerca poneva le seguenti attribuzioni, di cui la prima è la definizione Standard dell'IPCC e del resto del circo AGW:
1- AGW Reale e quantificabile, l'uomo è causa della maggior parte (>50%) del GW osservato.
2- AGW Reale, l'uomo è causa di una parte non determinata del GW osservato.
3- AGW Reale, perchè la ricerca implicitamente assume che l'uomo sia parzialmente responsabile.
4-a) Non esprime nessuna posizione su AGW.
4-b) Ritiene che manchino prove conclusive su AGW.
5- Respinge implicitamente l'AGW proponendo alternative.
6- Respinge esplicitamente l'AGW senza quantificare.
7- Respinge esplicitamente l'AGW quantificando.
Cook raggruppa poi i dati osservati come segue:
A- Il 66,4% (7930 dei 11944 articoli) non si esprimono su AGW. (4a).
B- Il 32,6% è assegnato da Coock in accordo con l'AGW. ed è formato da (1+2+3)
C- Lo 0,7% sostiene che l'uomo non c'entra col GW.(5+6+7)
F- Lo 0,3% resta incerto sulle cause del GW. (4b)
Coock sostiene (arbitrariamente) che il 66,4% degli inespressi (4a), non conta.
Ne restano in gioco quindi solo (11944-7930)=4014.
Qui viene il bello. Infatti, il punto (1), la definizione standard AGW, conta solo 41 pubblicazioni.
Significa che in realtà solo l'1% di 4014 supporta davvero la definizione standard AGW!
I punti (2+3) sono ben 3896 articoli che NON supportano la definizione standard AGW dell'IPCC, ma Coock li assimila arbitrariamente alla (1) che così passa da 1% a 97%. Ecco il numero magico!
Il Consenso di Coock è dunque manipolato, per quel che vale comunque il consenso in ambito scientifico...

un’altra fonte dice:
"Non è, del resto, nemmeno vero che nelle attuali discussioni climatiche "il 97% degli scienziati difenda l'effetto antropico": si tratta solo del 29%.
Basta fare una ricerca: il 66% degli articoli scientifici "peer rewiew" sul clima non citano nemmeno l'ipotesi di effetto antropico, giudicandola non degna di nota.
Tra quelli che la citano, rimane il 29% a favore, come ho detto.
Non solo la scienza non si decide contando le teste degli scienziati (bensì confrontando teorie e misure), ma non è neanche vero che la maggioranza degli scienziati sia favorevole alla tesi mediaticamente prevalente: si tratta invece di una minoranza, che include meno di un terzo dei climatologi"
E poi ci sono i furbacchioni che confondono i dati: può essere vero che il 97% ritenga che ci sia un (debole) riscaldamento globale, ma questo non vuol dire affatto che quello stesso 97 ne attribuisca la causa alle attività umane
"Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa". Quando qualcuno vi spara cifre che sono lontane dalla realtà, forse è meglio diffidare. Quindi, dico io: l’unica affermazione che si può ricavare è che il 97 per cento di coloro che credono che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo… crede che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo!

Ma ormai anche il limite del 97 per cento è stato superato, il consenso è ormai del 100 per 100, dice questo articolo https://www.wired.it/attualita/ambiente/2019/11/27/cambiamenti-climatici-consenso/ 
Da leggere COME si è arrivati a tale conclusione: se avessero usato lo stesso metodo con la teoria della terra piatta, sarebbero arrivati alla stessa conclusione, perché nessun paper scientifico si è mai occupato di mettere in dubbio la teoria della terra piatta, quindi ciò vuol dire che è vera! E questo vale per qualsiasi pseudoteoria strampalata, andare a cercare articoli scientifici che NON la negano, non vuol dire che l'approvano! Comunque presto i terracaldisti supereranno anche il 100 per 100, uomini di poca fede!
20- Eh, ma i grafici mostrano una netta correlazione tra l’aumento di temperatura e la produzione di CO2 da fonti fossili, no? NO! Intanto il famoso grafico a mazza da hockey di Mann non vale...una mazza, e il suo creatore è finito mazziato, dato che dopo 8 anni di richieste dal tribunale non ha mai fornito una sola prova di quanto asseriva https://www.attivitasolare.com/video-il-dr-tim-ball-sulla-vittoria-vs-michael-mann/
Ma allora questo della NASA? https://climate.nasa.gov/scientific-consensus/
Prendiamolo pure per buono: guardando il grafico della Nasa, mi vengono tre considerazioni: intanto che negli ultimi anni le temperature sono scese, nonostante non ci sia stata alcuna diminuzione dei fantomatici gas serra. Poi che, se è vero che c'è stato un aumento, è stato molto ondivago, senza nessuna relazione con le emissioni; dall’inizio dell’era industriale i consumi di petrolio, gas e carbone sono CONTINUAMENTE CRESCIUTI: se davvero la CO2 prodotta fosse causa di riscaldamento, com’è che il grafico delle temperature ha delle oscillazioni così forti?? Con anche mezzo grado di differenza in più o in meno nel giro di pochi anni! Ah, dicono, ma ci può essere una variabilità annuale, è normale… ma allora non può esserci anche una variabilità decennale, o secolare, o millenaria, come c’è sempre stata?? Infine che tutti questi grafici partono da considerazioni del tutto arbitrarie: perché partire dal 1880 e non da un'altra data, chessò dal 1950, o più in generale, dal caldo medioevo, o dall'optimum climatico postglaciale, che viene chiamato optimum perché la temperatura era di 3 o 4 gradi superiore ad adesso, per cui il Sahara era una savana brulicante di vita e la Scandinavia densamente abitata? Solo perché da quel tempo abbiamo delle misurazioni? E quale è il margine di errore di queste misurazioni? Siamo sopra la MEDIA, dicono… e io rispondo con una verità sorprendente: la MEDIA è la MEDIA! Quale sarebbe poi la temperatura "giusta" della Terra? Arbitrario!








Notate anche che spesso i periodi di riscaldamento sono molto più rapidi dei periodi di raffreddamento
notare pure la leggera flessione dei consumi di petrolio tra il 1977 e il 1982 (circa), quando invece, che scarogna, le temperature sono aumentate!
Qui c’è una intervista a un climatologo dell’IPCC che dice che non c’è nessun riscaldamento da 18 anni
Come direbbe Aristotele, "Il discorso falso trae le mosse da una falsa premessa".



21 a proposito di Nasa, far finta di non accorgersi dei violenti cambiamenti climatici in atto su Marte o su Giove: ma quante fabbriche che producono CO2 ci sono lassù?
22 far credere che non ha mai fatto così caldo, e che non c'è mai stato un incremento di temperatura così rapido... cavoli, e quanto petrolio consumavano i Minoici? E i Romani? e i Vichinghi? Maledetti inquinatori!

A proposito: la CO2 NON è un inquinante! Anzi, è la base della vita sulla terra! Se pensate che  chi emette CO2 inquina, smettete di respirare!

volete qualche altro grafico? Com’erano le temperature prima delle grandi glaciazioni degli ultimi 2 milioni d’anni?






Grafico della temperatura media dalla fine dell'ultima glaciazione, circa 12000 anni fa, ad oggi (Dansgaard, 1969; Schönwiese 1995)


e prima ancora, quanto inquinavano i dinosauri? Visto che erano animali a sangue freddo, e tuttavia popolavano tutta la terra?


23- vabbé, trovate il tempo di guardare o riguardare questo documentario, che dice sostanzialmente quello che io e gli altri climatologi seri dicono da un bel po' (circa 40) anni. https://www.youtube.com/watch?v=1YxmOpRAT4g&t=5s la realtà è un tantino diversa da come sembra. Il titolo è significativo e nessuno ha mai querelato gli autori. A proposito, qualcuno sa il numero di telefono dei produttori di petrolio e carbone? No, perché mi devono almeno 40 anni di arretrati... e intanto notiamo come la povertà è in costante declino: colpa del riscaldamento globale? Allora basta aumentare il numero dei poveri e risolveremo il dramma del global warming! E qualunque grafico con una tendenza in aumento potrebbe essere messo in relazione con l’aumento della temperatura, non c’è che l’imbarazzo della scelta: l’aumento della popolazione, la quantità di onde radiotelevisive, il numero di telefoni, i piazzamenti di una squadra nel campionato di cricket, il traffico di cammelli a Timbuctù, e magari la misteriosa “materia oscura”, che dato che non si sa se esiste, cosa sia e cosa faccia, va bene per tutto.
Morti per cause climatiche in blu negli ultimi cento anni (alluvioni, siccità, tempeste, incendi boschivi, temperature estreme) a confronto con le non climatiche in rosso (terremoti, tsunami, vulcani)
 

qui sotto, diminuzione della povertà negli ultimi quarant’anni









quei buontemponi della nobilissima religione pastafariana dicono invece che è colpa dei pirati, per cui basta aumentare il numero dei pirati e si fa diminuire la temperatura https://chiesapastafariana.it/il-pastafarianesimo/pirati-vs-global-warming/



24- come ciliegina finale, vi accludo questa conferenza di un premio Nobel per la fisica, fatta a un consesso di premi Nobel (ma già, l'unico Nobel che conta è quello di Al Gore). Ah, ma non è un climatologo! Perché, Greta, Di Caprio, Al Gore, Jovanotti lo sono? E la  miriade di ricercatorini sconosciuti che vengono finanziati solo se dicono le paroline magiche "cambiamento climatico"? Se poi interviene un Nobel per la fisica, che magari conosce un po' meglio il metodo scientifico e sa come documentarsi, lo riempiono di insulti. A volte anche tra gli oppositori al riscaldamento globale c'è chi dice scempiaggini, e questo fa comodo a chi li accusa di fare disinformazione. Ma chi fa veramente la disinformazione? Questo è uno splendido esempio di come agiscono i ciarlatani terracaldisti: si prendono pochi esempi negativi per arrivare a dedurne che TUTTI quelli che contrastano una teoria (che non è neanche una teoria, visto che non ne ha azzeccata una) sia in malafede. E che dire dell’ex presidente dell’IPCC, che era un ingegnere ferroviario (poi il gentiluomo si è dimesso per uno scandalo sessuale, per la serie “non ci facciamo mancare nulla”) o dell’attuale presidente che è un economista? Se non altro un fisico è abituato ad esaminare criticamente i dati, e ha una preparazione scientifica considerevole, e non ha nessuna voglia di fare figuracce dopo che gli hanno assegnato un premio prestigioso come il Nobel. Il titolo già dice tutto: il riscaldamento globale è PSEUDOSCIENZA. Se avete difficoltà a capire l’inglese parlato potete inserire i sottotitoli cliccando sul primo simbolino in basso a destra
https://www.youtube.com/watch?v=SXxHfb66ZgM
 

Vi dirò di più: I CLIMATOLOGI NON ESISTONO! E' inutile che facciate dei commenti tipo: "Ah, ma il tale non è un climatologo, è un fisico, un chimico, un geologo, un naturalista, eccetera" perché fino a pochi mesi fa in Italia non è mai esistita una laurea in climatologia, o la professione di climatologo. Solo dal febbraio 2019 abbiamo 3 (dicasi tre in tutta Italia) ragazzotti neolaureati in climatologia, e basta. https://www.greenplanner.it/2019/02/14/climatologia-corso-laurea-pisa/. E nel resto del mondo non è tanto diverso. Ma forse, per essere considerato un climatologo, bisogna mostrare il distintivo di terracaldista...
Copio e incollo questa pataffiata finale… non sono d'accordo su tutto, ma si sa che sono un eretico....sono 10 tecniche per la manipolazione mentale di massa.

1 - La strategia della distrazione.
L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che
consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai
cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica
del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni
insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per
evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della
scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della
cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali,
tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato,
occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la
fattoria come gli altri animali.

2 - Creare il problema e poi offrire la
soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”.

Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata
reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si
desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la
violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che
sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito
delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male
necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi
pubblici.

3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una
misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’
di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche
radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato
al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa,
salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che
avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola
volta.

4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare
una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”
guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima
cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la
gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà
meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo
modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di
accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 - Rivolgersi
alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al
grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione
particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse
una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo
spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno
si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa
della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una
reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.

6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare
l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi
razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono
emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare
idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti.

7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far sì che la
gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo
controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi
sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la
distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia
e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori".

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico
a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente
lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente
intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il
sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che
crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è
l’inibizione ad agire.

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si
conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un
crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che
utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla
psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata
dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a
conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca se stesso. Ciò
comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio
controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente
esercita su se stessa.

Il testo è di un noto... complottista di sinistra, Noam Chomsky (ma curiosamente l'ho trovato mentre cercavo le parole “Come si fa a creare una religione?”sul sito Spazio Asperger ONLUS; si tratta di un dibattito del 2012 , ben prima dell’era Gretiana). Se poi preferite una citazione da un tale che non era molto di sinistra, beccatevi questa:"Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità."Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich... ah no, Goebbels non l'ha mai detto, anche se tutti la citano. Ma paradossalmente, questo è l’esempio perfetto di come una bugia ripetuta mille volte diventi la verità. Oppure, volendo citare Mark Twain, "E' più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata" (pare che questa frase non compaia mai nei suoi libri, ma sia presente solo in una lettera inviata all'editore… o magari è essa stessa un inganno?!).
L’importante è generare allarme: negli anni ‘70 c’era l’allarme per una prossima glaciazione; poi, visto che la glaciazione non arrivava, si è generato l’allarme per il riscaldamento globale. L’importante è generare allarme, perché si possono richiedere fondi. Fondi pubblici, che tanto non paga nessuno. O no?
Ecco spiegato anche perché, fino a poco tempo fa, le università, e i centri di ricerca, non si sono mai schierati apertamente contro l'IPCC, perché avrebbero perso i finanziamenti per ricerche, magari serie ed importanti, ma che non contenendo le paroline magiche "riscaldamento globale" o "cambiamento climatico".... 
Eccone un esempio qui https://www.corriere.it/scienze/19_novembre_19/i-venti-soffiano-piu-fortecosi-loro-velocitae-cresciuta-7-cento-8e78ce30-0b08-11ea-8154-aec48996c720.shtml?refresh_ce-cp sono 186000 euretti per fare una ricerchina su dati già esistenti e concludere che... boh. Ed è solo uno delle migliaia di esempi di ricerche che ricevono finanziamenti purché contengano le paroline magiche: cambiamento climatico! Anche se poi magari dicono che forse il cambiamento climatico non c'entra per niente.
Il pericolo, cari amici, è che l’uso e l’abuso di una tale colossale e macroscopica falsità faccia sembrare falsi anche tutti i vari e veri problemi ambientali del nostro pianeta, a cominciare dagli enormi sprechi di risorse, e getti discredito su tutta la ricerca scientifica, alimentando le paranoie dei complottisti e le teorie antiscientifiche. E il bello è che questa bufala fa comodo a un sacco di gente: dei fabbricanti di energie alternative (incluso il nucleare) e dei ricercatori abbiamo detto, ma possiamo elencare i politici che hanno un bell'argomento demagogico per cercare voti, i governi che hanno una buona scusa per aumentare le tasse, e sono ben contenti se la gente consuma meno petrolio di importazione, alle opposizioni, che possono accusare i governi di non far niente contro "l'emergenza climatica" (e i  governanti possono controbattere che se le cose vanno male e ci sono le frane e i ponti crollano la colpa è del clima impazzito), ai marmocchi che hanno una buona scusa per non andare a scuola, ai  genitori che hanno una buona scusa per non finanziare i loro costosissimi e consumistici frugoletti, ai capi religiosi, che possono accusare i peccatori di pensare solo ai propri piaceri (e non pensano ai danni che hanno fatto con le loro politiche di incremento demografico), e persino agli industriali, che possono sfornare nuovi prodotti "ecologici" e alla moda, nonché a cantanti, attori e saltimbanchi che possono strappare un applauso facile al loro pubblico. Gli unici che forse non sono contenti sono i petrolieri, che si vedono costretti a tenere bassi i prezzi del petrolio per non far diventare convenienti le altre fome di energia... ma tanto, chi se ne frega, i petrolieri stanno sulle balle a tutti! E poi anche a loro fa comodo, dato che se si consuma meno, i loro giacimenti dureranno più a lungo, tant'è che anche le compagnie petrolifere finanziano gli studi sulle energie alternative, in modo da essere in prima fila nel momento in cui anch'esse si rivelassero convenienti.

Ma il punto è: la Scienza deve adattarsi alle esigenze politiche ed economiche, deve dire "bugie a fin di bene"? La storia ci insegna che quando questo è successo, il Bene, chissà come mai, non è arrivato...
Un po’ di titoli di giornali e due copertine della prestigiosa rivista Time sull’allarme per il… raffreddamento globale
1966 Il petrolio finirà in 10 anni
1967 carestia mondiale entro il 1975
1968 la sovrappopolazione si diffonderà nel mondo
1969 scompariremo in una nuvola di vapore
1970 le risorse mondiale saranno esaurite entro il 2000;
1970 Gli abitanti delle città dovranno usare le maschere antigas entro il 1985
1970 L'accumulo di azoto renderà i terreni agricoli inutilizzabili
1970 Tutti i pesci moriranno per l'inquinamento
1970 Le api killer
1970 Era glaciale entro il 2000
1970 L'America sarà soggetta a razionalizzazione dell'acqua entro il 1974 e del cibo entro il 1980
1971 Una nuova era glaciale entro il 2020 o il 2030
1972 Nuova era glaciale entro il 2070
1972 Petrolio esaurito in 20 anni
1974 i satelliti registrano una nuova era glaciale in arrivo velocemente
1974 Una nuova era glaciale?
1976 Gli scienziati concordano sul raffreddamento del pianeta, carestia in arrivo
1977 Il dipartimento dell'energia dice che il consumo del petrolio sarà all'apice negli anni 90
1978 Ci saranno 30 anni di raffreddamento
1980 Le piogge acide uccideranno la vita dei laghi
1980 Il petrolio finisce nel 2000
1988 siccità generale nel 1990
1988 Le temperature di Washington raggiungeranno il record
1988 Le Maldive saranno sommerse nel 2018
1989 L'innalzamento dei mari cancellerà le regioni costiere entro il 2000
1989 Il porto di New York sarà sommerso nel 2019
1996 Fine del petrolio nel 2020
2000 I bambini non conosceranno la neve
2002 carestia mondiale se non smetteremo di mangiare carne e pesce
2002 Fine del petrolio nel 2010
2004 la Gran Bretagna sarà "siberiana" entro il 2024
2005 Manhattan sott'acqua nel 2015
2006 Super uragani
2008 l'artico sarà senza ghiaccio nel 2018
2008 Al Gore dice che l'artico sarà senza ghiaccio nel 2013
2009 Il principe Carlo afferma che abbiamo 96 mesi per salvare il mondo
2009 Il primo Ministro Inglese dice che abbiamo 50 giorni per salvare il pianeta
2009 Al Gore sposta lo scioglimento totale dei ghiacci al 2014
2013 L'artico sarà senza ghiaccio nel 2015
2014 Solo 500 giorni prima del caos climatico




Visto che la piccola Greta si lamenta del caldo, e poi ha sempre addosso 12 maglioni e 6 giacche a vento, forse potrebbero darle anche la pelliccia di Orso Grigio https://www.youtube.com/watch?v=x-XTtLxeYXg
e intanto il presunto consenso si sgretola sempre più ... https://roaldjlarsen.wordpress.com/50-former-ipcc-experts/

Concludo con la pagina facebook dedicata ai falsi allarmismi sul riscaldamento globale. Interessante e inquietante la frase di apertura https://www.facebook.com/groups/248129525296/
Quest'altra sulla storia del clima, dove si vede che anche gli eventi climatici "estremi" erano comuni anche nei bei tempi andati
https://www.facebook.com/Storia-del-Clima-1599711167006650/

Una breve relazione di un professore fatta alla FAST, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche http://www.fast.mi.it/clima/relazioni/cassitto.pdf

e un'autentica chicca, un sito di merchandising
https://shop.spreadshirt.it/climatechangemerch/all  cioè prodotti di consumo dedicati al cambiamento climatico (si, avete capito bene!!! E c'è pure la pagina facebook...)


Alberto Majrani
(Giornalista scientifico. Laureato in Scienze Naturali con tesi in paleoclimatologia. Relatore Maria Bianca Cita Sironi)
esami superati per conseguire la laurea: chimica generale, chimica organica, fisica, matematica, mineralogia, geologia, petrografia, paleontologia, micropaleontologia, botanica, zoologia, fisiologia, anatomia comparata, geografia, astronomia, fisica terrestre e climatologia, fitogeografia, ecologia


e se volete rilassarvi con un altro film:  "Tommy" racconta la storia di un ragazzino con gravi problemi psichici, con genitori bricconi, che diventa una specie di messia, finché la gente si stufa di essere presa in giro. L'opera rock è di 50 anni fa, ma non molto è cambiato https://www.youtube.com/watch?v=nIft854VV4U&t=3050s


per sorridere un po', alcune immagini prese qua e là

Il governo ci protegge dai cambiamenti climatici fin dal 1350



sincerità




il pericoloso cobaltodue
amici dell'ambiente (I teschi dei nostri nemici sono più ecologici delle tazze di plastica; così per dire)

 
Sta finendo l'era glaciale - Deve essere colpa nostra


ma IPCC vuol dire... Imbroglio Per Convincere Creduloni? 👿
Inganni Panzane Colossali Cavolate? 😂
Ignobili Politicanti Collezionano Consensi 
o anche Ingordi Panzoni Cercano Contributi? Apriamo un dibattito!

Nessun commento:

Posta un commento