La notizia del giorno è che Gonzalo Higuain ha battuto dopo 66 anni il record di reti detenuto da Gunnar Nordahl https://it.wikipedia.org/wiki/Gunnar_Nordahl. Il campione svedese arrivò al Milan nel gennaio 1949. Nostro padre Guglielmo Mairani (lui si firmava con la i normale) era direttore all'Associated Press di Milano. Tutta la stampa italiana era informata che il calciatore sarebbe giunto in stazione a mezzogiorno con il treno da Amburgo. A quell'ora i giornalisti e i fotoreporter erano accalcati per tempestarlo di domande e di foto appena sceso dal vagone letto. In quel momento incrociarono nostro padre che stava camminando tranquillamente sul marciapiede verso l'uscita. I colleghi, stupiti, lo apostrofarono: "Ma Mairani, dove va? Non viene a fare l'intervista?". "Chi, io? Ma l'ho già fatta! Sono partito stamattina alle 6 per Chiasso, arrivato alla frontiera sono salito sul treno del ritorno per Milano, ho chiesto al capotreno in quale cabina stava il giocatore svedese, e l'ho intervistato comodamente seduto per due ore..."
scienza viaggi curiosità frottole quisquilie pinzillacchere dai giornalisti e fotografi Marco e Alberto Majrani
sabato 14 maggio 2016
martedì 19 aprile 2016
TITO, un cucciolo di sei quintali
Scoperto il primo dinosauro sauropode italiano
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SCOPERTO “TITO”,
PRIMO DINOSAURO SAUROPODE ITALIANO: UN TITANOSAURO DI SEI METRI Le ossa studiate al Museo di Storia Naturale di Milano Un gruppo di paleontologi, coordinati da Cristiano Dal Sasso (Museo di Storia Naturale di Milano - Comune di Milano Cultura), illustra i risultati, pubblicati sulla rivista internazionale Cretaceous Research,dello studio condotto dopo la scoperta delle ossa fossili trovate su Monti Prenestini, nella provincia romana. Queste ossa, seppur poche, risalgono a 112 milioni di anni fa e appartengono ad un sauropode, che rappresenta il primo dinosauro erbivoro quadrupede dal collo lungo scoperto in Italia, e il più antico rappresentante del gruppo dei Titanosauri in Europa meridionale. La presenza in Italia centrale di un dinosauro medio-grande (quando morì, Tito era lungo almeno 6 metri, ma stava ancora crescendo) indica che nel Cretaceo inferiore la nostra paleo-penisola doveva formare una catena di piattaforme più ampie del previsto, che consentivano il passaggio di dinosauri e altri animali terrestri tra Africa ed Europa attraverso il Mare di Tetide, antenato del Mediterraneo. La scoperta dunque aggiunge dati paleogeografici importanti per la conoscenza della preistoria d’Italia. Ad oggi, Tito è il quinto dinosauro scoperto in Italia, ed il terzo studiato al Museo di Storia Naturale di Milano, museo che così si conferma come centro di eccellenza per le ricerche sui dinosauri italiani. Tutti gli approfondimenti nel Comunicato e nella Cartella stampa http://www.comune.milano.it/WebCity/Documenti.nsf/WEBAll/711DB5A81CCDC02BC1257F940034CF89?opendocument |
martedì 27 ottobre 2015
BELLE E PERICOLOSE
LE PIANTE
VELENOSE
di ALBERTO
MAJRANI
Si sente
spesso dire che quando una cosa è naturale non
può far male, anzi che è
senz'altro buona e fa bene... ma sarà
vero? Mica tanto:
infatti, la maggior parte dei
veleni conosciuti si ricava dal mondo naturale, dagli animali e in particolar modo dalle piante. Si può
senz'altro dire che sui diversi milioni di specie vegetali viventi sul nostro
pianeta, solo poche migliaia sono commestibili per l'uomo, mentre le altre sono
indigeste o decisamente tossiche. Se non fosse così, si
potrebbero mangiare le
foglie degli alberi,
o l'erba dei prati, e risolvere
facilmente il problema della fame nel
mondo, almeno fino a quando la
crescita della popolazione umana non porterebbe alla completa distruzione delle risorse alimentari. Già, ma perché molte
piante sono velenose? A differenza degli
animali, i vegetali non possono scappare: non volendo essere mangiati, cercano
di difendersi come possono, per cui producono sistemi di difesa meccanici, come
spine, gusci, cortecce dure e resistenti, oppure chimici, come le sostanze tossiche. Spesso l'unica
parte commestibile di una pianta è il
frutto, perché in questo modo il
vegetale si garantisce
il futuro della propria
specie: l'animale mangia il
frutto per intero per poi espellerne i
semi duri e indigesti, contribuendo così a diffondere
la specie su di un'area più vasta. Attenzione, però, questo non vuol
dire che tutti i frutti siano commestibili! Quello che per
un dato animale può essere
tranquillamente mangiato, può
essere estremamente velenoso per un altro animale, come pure
per l'uomo. Bisogna poi stare molto attenti, prima di ingerire
qualcosa, a non commettere tragici errori: piante di aspetto simili ma di specie diverse
possono avere effetti completamente opposti; tanto per fare un esempio, è
capitato che dei bambini si siano
gravemente avvelenati confondendo
le pericolosissime bacche nere dell'edera con
i gustosi mirtilli! Quindi, bisogna avere l'assoluta certezza
nell'identificare una pianta prima di
mettere qualcosa in bocca; ed occhio
a quel che combinano i fratellini o i loro amichetti! L'insidia può
nascondersi ovunque, anche nel giardino
o nell'orto di casa, e persino
negli appartamenti di città. Per
esempio, tutta la pianta della
patata è velenosa, ad esclusione dei tuberi: ed anch'essi, prima
di essere consumati, devono essere sbucciati e cotti; comuni
piante ornamentali, come la digitale,
l'oleandro, il mughetto, possono
essere mortali. Sono noti casi di
persone che sono rimaste avvelenate solo
per avere inavvertitamente bevuto l'acqua in cui erano stati immersi certi
fiori.
Per quanto
riguarda i semi, è molto raro
che essi siano commestibili, proprio perché le piante
vogliono evitare che qualcuno elimini i loro "figli". E' vero che
noi mangiamo i fagioli, il riso o la
farina di grano, però possiamo farlo
solo dopo averli sottoposti a cottura: l'alta
temperatura può in taluni casi distruggere le sostanze tossiche. Diverso
è il caso di noci e nocciole, che sono
commestibili, anche se pesanti
da digerire in dosi massicce; in
questo caso, oltre a proteggersi con un guscio durissimo,
la pianta si affida ad animali come gli scoiattoli, che
hanno l'abitudine di seppellire una parte dei semi per l'inverno: qualcuno di essi
verrà dimenticato e potrà
germogliare indisturbato
sottoterra.
Finora
abbiamo parlato dei pericoli maggiori,
rappresentati dall'ingestione di parti di piante, ma in molti casi
bisogna evitare anche il semplice contatto con le mani: tutti abbiamo sperimentato le sgradevoli sensazioni di un
"incontro" con le ortiche, ma sono molti i vegetali che
possono provocare gravi irritazioni alla
pelle. Il lattice bianco contenuto nelle foglie del fico e delle euforbie può
provocare delle piccole ustioni, ma è meglio evitare anche di lavorare
nell'orto senza usare i guanti da giardiniere; bisogna stare attenti inoltre a non sfregarsi gli occhi e la bocca
dopo aver maneggiato le piante, e lavarsi bene le mani. Il massimo della
tossicità è rappresentata
probabilmente dalla belladonna,
che è chiamata così perché un tempo veniva usata come cosmetico per schiarire la pelle, avvelenando
a lungo andare in modo mortale le donne
che ne facevano uso.
"Ecco, l'ho
sempre detto io che non mi va di
mangiare le verdure!"- dirà adesso qualcuno. In realtà possiamo consumare tranquillamente quello che compriamo dal
nostro ortolano, perché lì
troviamo proprio quei vegetali innocui
per gli
esseri umani, scelti e selezionati
da secoli di esperienza; anche se qualche sostanza tossica può essere rimasta in piccole dosi. Come pure conviene lavare bene le piante coltivate per liberarle da eventuali rimasugli dei trattamenti per difenderle dagli attacchi di insetti, funghi e malattie; i quali possono a loro volta produrre tossine, e proprio questo è uno dei motivi per cui si cerca di combatterli. Più prudenza va usata con le piante medicinali,
che devono essere preparate con tutte le
necessarie avvertenze e
dosate nella giusta misura: non ci
si improvvisa erboristi senza
adeguati studi.
E se il
guaio è già stato combinato, cioè se
qualcuno ha ingerito una pianta
tossica? In questo caso bisogna chiamare immediatamente un
medico o un'ambulanza, e
rivolgersi al centro antiveleni
di un'ospedale conservando
parti della pianta per
consentirne l'identificazione e le cure opportune.
Oleandri a Levanto (La Spezia) Chiesa di Sant'Andrea.
Oleandri a Levanto (La Spezia) Chiesa di Sant'Andrea.
domenica 12 luglio 2015
Rafting, uno sport per tutti
Il Ticino è vicino... Slow
Rafting nel Parco del Ticino, l’Amazzonia dietro casa
Anche in Italia, da qualche
anno cresce in modo esponenziale la passione per il “Rafting”, sport che deve
il proprio nome al termine inglese “raft”, che indica quel particolare gommone inaffondabile
che normalmente si utilizza per le discese fluviali. Parliamo di uno sport le
cui variabili, di adrenalina, ma anche di rischio, dipendono dal corso d’acqua
che si intende affrontare. Nella maggior parte dei fiumi, italiani e
internazionali, fare rafting significa sicuramente bagnarsi dalla testa ai
piedi, ma purtroppo, non raramente, anche venire sbalzati fuori dal gommone con
tutti i rischi conseguenti. Ma non è sempre così. In ogni parte del mondo
esistono fiumi più “tranquilli”, quelli che in gergo tecnico vengono classificati
di “I° grado o classe 1”, come il maestoso e placido Ticino, immerso
nell’omonimo parco naturale, istituito nel 1974.
Fare rafting sul Ticino,
significa, potersi godere l’emozione adrenalinica, comunque presente, di una
navigazione fluviale attiva, ma senza il fastidio di uscirne bagnati fradici,
né tantomeno il pericolo di cadere in acqua e farsi male.
Non a caso l’associazione
sportiva che lo propone, denominata “AqQua”, ha coniato per quest’esperienza
unica in Italia il neologismo “Slow Rafting”.
“Abbiamo scelto di definirlo
in questo modo – racconta Alberto Vincenzi, presidente e coordinatore tecnico
di AqQua – “proprio per trasmettere la particolarità dell’esperienza che
proponiamo. Una discesa slow e rilassante, in un contesto incontaminato di
natura mozzafiato e puro silenzio. Volatili di rara bellezza che attraversano
il maestoso corso d’acqua ticinese, isolotti disabitati, nei quale fare una
sosta per un bagno rinfrescante o per uno spuntino e variazioni affascinanti
nella navigazione, che alternano tratti di ampio respiro con atmosfere “amazzoniche”
a tunnel acquatici interamente coperti dal verde variegato della vegetazione
circostante”.
L’associazione AqQua è
ospitata all’interno della sede della Centrale Idroelettrica “Ludovico il
Moro”, splendido edificio in stile Liberty costruito agli inizi del ‘900. Al
suo interno le turbine attualmente in produzione e quelle originarie
ristrutturate. La centrale è visitabile gratuitamente, previa prenotazione.
I
percorsi
Il Ticino è un fiume
navigabile per 110 km dal Lago Maggiore sino alla sua confluenza nel Po’, dopo
Pavia. I percorsi proposti da AqQua si snodano da Magenta a Vigevano, oppure da
Bereguardo, presso il ponte delle Barche, fino a Pavia. Il primo percorso transita
attraverso uno dei tratti più incontaminati del fiume, lontano da strade rumori
e costruzioni. Il fiume si dirama in infiniti canali e non permette la
navigazione con mezzi a motore di grossa portata, garantendo silenzio e
intimità con la natura. Per questo tratto la partenza è prevista dalla base di
Vigevano.
Per il secondo tratto
l’ambiente naturale rimane intatto nella parte iniziale per poi inserirsi nel
contesto storico quando si oltrepassa il Lido di Pavia, la seconda base nautica
di AqQua, istituita per i tragitti del basso Ticino. In questo percorso, meno
“wild”, la navigazione permette di godere, dall’acqua, la vista della cupola del
Duomo di Pavia, passando attraverso lo storico Ponte Coperto, “salutati” dalla
Statua della Lavandaia per poi attraversare tutto Borgo Ticino dove si
conclude il tragitto. La difficoltà del fiume resta sempre sul I° grado ovvero,
da classificazione della FIRAFT (la federazione italiana rafting), facile.
Giornata o weekend “Into the wild”
Un’ intera giornata, o
addirittura un weekend sul fiume, alla scoperta delle lanche, della flora e
della fauna del Parco con la pausa pranzo, o la cena e pernottamento in tenda,
su un’isola deserta da sogno, nella quale potersi abbandonare di fronte a un
panorama “wild” senza soluzione di continuità, immersi nella natura
incontaminata del Parco del Ticino.
Una giornata, o un weekend,
scanditi dal ritmo della navigazione, toccando gli angoli più incantevoli del Ticino.
Fiume che regala da sempre oro e sassi bianchi, legna, pesci in abbondanza, racconti
e storia. Fiume maestoso e affascinante che nutre risaie e rogge irradiando vita
intorno a sé. Un viaggio sulle sue acque, ma anche sulle strade e nella memoria
di un territorio ad esso intimamente legato. Fiume sul quale, con un po’ di
fortuna, si possono incontrare ancora oggi i cercatori d’oro, gli ultimi eredi
e “custodi” dei segreti, tramandati da generazioni, di quest’affascinante
tradizione.
Come
Per prenotare un’esperienza
di rafting sul Ticino, o in alternativa, di kayak/canoa canadese, si può
scrivere a info@raftingsulticino.it o telefonare al numero 349 5560078.
L’abbigliamento è “libero”, purché
dia la possibilità di muoversi comodamente. AqQua prevede ad ogni aspetto
inerente la sicurezza, fornendo pagaie, caschetti e ausili al galleggiamento.
Dove
Base
nautica di Vigevano presso la storica centrale idroelettrica “Ludovico il Moro”
in Via T. Edison 4, Vigevano. Base nautica di Pavia presso il Lido di Pavia in
strada del Canarazzo, Pavia.
Da
MILANO: tangenziale ovest uscita “Nuova Vigevanese” in direzione Abbiategrasso.
Superare Abbiategrasso in direzione Vigevano, passare il ponte sul Ticino e al
primo semaforo dopo il ponte svoltare a destra. Seguire indicazioni Centrale
ENEL e Parco Ideale.
Costi: per un’esperienza di
rafting a partire da € 20 per i ragazzi ed € 25 per gli adulti. Per un’esperienza
di kayak/canoa canadese a partire da € 24 per i ragazzi ed € 30 per gli adulti.
Informazioni alla stampa: Passaparola - Tel.
02 95380286 – 328 7321253 – info@passaparolarp.it
mercoledì 24 giugno 2015
Spinosaurus, un mostro in mostra
Spinosaurus, non bello ma simpatico... un tipo, diciamo
97 milioni di anni ben portati
In mostra a Palazzo Dugnani, via Manin 2, Milano, fino al 10 gennaio 2016
http://www.spinosaurus.eu/index.php
Dal 6 giugno 2015 al 10 gennaio 2016
SPINOSAURUS, IL GIGANTE PERDUTO DEL CRETACEO
La nuova sede espositiva del Museo, presso Palazzo Dugnani in via Manin 2, ospita una mostra il cui “pezzo forte” è lo Spinosaurus aegyptiacus, il più grande dinosauro predatore mai esistito (15 metri) nonché primo dinosauro semi-acquatico che si conosca. La mostra illustra la recente scoperta, gli studi condotti per ricomporne lo scheletro fossile e l'antico ambiente in cui lo spinosauro viveva. La mostra è prodotta da National Geographic in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano, The University of Chicago e Geo-Model.
Ingresso a pagamento.

97 milioni di anni ben portati
In mostra a Palazzo Dugnani, via Manin 2, Milano, fino al 10 gennaio 2016
http://www.spinosaurus.eu/index.php
Dal 6 giugno 2015 al 10 gennaio 2016
SPINOSAURUS, IL GIGANTE PERDUTO DEL CRETACEO
La nuova sede espositiva del Museo, presso Palazzo Dugnani in via Manin 2, ospita una mostra il cui “pezzo forte” è lo Spinosaurus aegyptiacus, il più grande dinosauro predatore mai esistito (15 metri) nonché primo dinosauro semi-acquatico che si conosca. La mostra illustra la recente scoperta, gli studi condotti per ricomporne lo scheletro fossile e l'antico ambiente in cui lo spinosauro viveva. La mostra è prodotta da National Geographic in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano, The University of Chicago e Geo-Model.
Ingresso a pagamento.

venerdì 14 dicembre 2012
STEVIA, BURROLI’ E SQUIZZ
STEVIA, BURROLI’ E SQUIZZ
Alzi la mano chi sa cos’è la Stevia! Pochini eh?? E allora ve lo dico io: la Stevia
rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, della
famiglia delle Asteraceae (Compositae), nativa delle montagne fra Paraguay e
Brasile. E con ciò, direte, è quello che
c’è scritto anche qui http://it.wikipedia.org/wiki/Stevia_rebaudiana
sulla wikipedia! Per chi non vuol leggersi tutta la descrizione, diciamo subito
che la Stevia è un dolcificante naturale, da poco entrato in commercio, dopo
una lunga sequenza di severissimi test da parte delle autorità preposte al
controllo dei cibi che mangiamo. Il bello è che la Stevia non contiene calorie,
pur essendo dolcissima, ed è adatta per il consumo da parte delle persone che
per vari motivi (diabete, obesità, o semplicemente per evitare di ingrassare)
non possono consumare il saccarosio, lo zucchero tradizionale.
Parimenti, il burrolì è un burro di origine vegetale con
molte buone proprietà, tra cui quella di non contenere il colesterolo “cattivo”
http://www.burroli.it/#
Ma veniamo ora alla parte veramente più dolce e gustosa del
nostro discorso… le Squizz, ovvero le simpaticissime gemelle Laura e Silvia
Squizzato, che molti conoscono per i loro interventi a diversi programmi
televisivi http://www.lauraesilviasquizzato.it/
e anche per la partecipazione ad alcuni film. Le vediamo spesso in giro per l’Italia
alle prese con pantagrueliche tavolate ridondanti di ogni ben di Dio.
Eh sì, dura la vita! E per evitare che la… vita… si
allarghi, cosa hanno escogitato le diaboliche gemelline? Forti della loro
bravura di giornaliste, laureate in lettere antiche, e di cuoche provette, hanno dato alle stampe un libro interamente
dedicato ai dolci “leggeri”, cioè a bassissimo contenuto di grassi e zuccheri. “I nostri dolci light, oltre 100 ricette
facili e gustose”, edito da Gribaudo http://www.gribaudo.it/opera/opera/i-nostri-dolci-light/
è il risultato di una lunga ricerca presso i migliori cuochi d’Italia, con l’autorevole
prefazione di Iginio Massari, fondatore dell’Accademia dei Maestri Pasticcieri Italiani.
E per concludere, vi offriamo la soluzione di un altro grande
mistero: quale delle due è Laura e quale è Silvia? Le Squizzato sono gemelle
omozigoti, ma non sono perfettamente “uguali”. Infatti sono “speculari”, perché
una è destra e l’altra è mancina. Ma come distinguerle in fotografia? Semplice,
poiché Silvia è mancina, si pettina con la riga a destra, mentre per Laura è il
contrario!
Nelle foto la presentazione avvenuta a Milano presso N’ombra
de vin, in via San Marco 2. Tra gli ospiti intervenuti, il giornalista
gastronomico Allan Bay, lo scrittore Andrea Pinketts, l’attore Corrado
Tedeschi, Paolo Ziliani, il patron dello spumante Berlucchi, (a proposito, a quando
un libro sui vini??),
lo chef Alberto Citterio
e naturalmente il grande , unico , inimitabile Alberto
Majrani!
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